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Жизнеописание Данте и Петрарки - Леонардо Бруни

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vita sua ad altro tempo, tornerò a Dante, ed al Petrarca, delli quali dico così, che se comparazione si debba fare intra questi prestantissimi uomini, le vite de’ quali sono scritte da noi, affermo che amendue furono valentissimi, e famosissimi e degni di grandissima commendazione, e loda: Pur volendogli insieme con trito esamine di virtù, e di meriti comparare, e vedere in qual di loro è maggiore eccellenza dico, ch’ egli è da fare contesa non piccola, perché son quasi pari nel corso loro alla fama, ed alla gloria; de’quali due parlando, possiamo dire in questo modo, cioè:

Che Dante nella vita attiva, e civile fù di maggior pregio, che ‘l Petrarca, perocché nell’ armi per la Patria, e nel governo della Republica laudabilmente si adopero: non si può dire questa parte del Petrarca, perocché né in Città libera stette, la quale avesse a governare civilmente, né in armi fù mai per la Patria, la qual cosa sappiamo esser gran merito di virtù: Oltre a questo Dante da esilio, e da povertà incalzato non abbandonò mai i suoi preclari studi, ma in tante difficultà scrisse la sua bell’opera. Il PETRARCA in vita tranquilla, e soave, ed onorata, ed in grandissima bonaccia, l’ opere sue compose: Concedesi, che più è da disiderare la bonaccia, ma niente di manco è di maggior virtù nell’ avversità della fortuna poter conservare la mente agli studj, massime quando di buono stato si cade in reo: Ancora in scienzia di Filosofia, e nelle Mattematiche Dante fù più dotto, e più perfetto, perocché gran tempo gli diede opera, sicché il Petrarca in questa parte non è pari a Dante. Per tutte queste ragioni pare, che Dante in onore debba esser preferito.

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Ma volgendo carta, e dicendo le ragioni del Petrarca, si può rispondere al primo argomento della vita attiva, e civile, che il Petrarca più fu saggio, e prudente in elegger vita quieta, ed oziosa, che travagliarsi nella Repubblica, e nelle contese, e nelle sette Civili, le quali sovente gittano tal frutto, quale a Dante addivenne, d ‘esser cacciato, e disperso per la malvagità degli uomini, e per la “ngratitudine de” Popoli; E certo Giano della Bella suo vicino, dal quale il Popolo di Firenze aveva ricevuto tanti benefizi, e poi il discacciò, e morì in esilio, sufficiente esempio doveva esser a Dante di non si travagliare nel governo della Repubblica. Ancora si può rispondere in questa medesima parte della vita attiva, che il Petrarca fu più costante in ritenere l’amicizia de’ Principi, perché non andò mutando, e variando, come fè Dante; E certo il vivere in reputazione, ed in vita onorata da tutti i Signori, e Popoli non fu senza grandissima virtù, e sapienza, e costanza.

Alla parte, che si dice, che nell’ avversità della fortuna Dante conservò la mente agli studj, si può rispondere, che nella vita felice, e nella prosperità, e nella bonaccia non è minor virtù ritener la mente a gli studj, che ritenerla nell’ avversità, perocché più corrompono la mente degli uomini le cose prospere, che l’avverse.

La gola, il sonno, e l’ oziose piume sono capitali nemici degli studj, Se in Filosofia, ed in Astrologia, e nell’ altre scienze Mattematiche fu più dotto Dante, che il confesso, e consento; dir si può, che in molte altre cose il Petrarca fa più dotto, che Dante, perocché nella scienza delle lettere, e nella cognizione della lingua Latina Dante fu molto inferiore al Petrarca . Due parti sono nella lingua Latina, cioè prosa, e versi; nell’ una, e nell’altra è superiore il Petrarca, perocché in prosa lungamente è più eccellente, e nel verso ancora è più sublime, e più ornato, che non è il verso di Dante, sicché in tutta la lingua Latina, Dante per certo non è pari al Petrarca. Nel dire volgare, il Petrarca in Canzone è pari a Dante: in Sonetti il vantaggia: confesso niente di manco, che Dante nell’opera sua principale vantaggia ogni opera del Petrarca; E però conchiudendo, ciascuno ha sua eccellenza in parte, ed in parte è superato. L ‘essere il Petrarca insignito di Corona Poetica, e non Dante, niente importa a questa comparazione, perocché molto è da stimare più il meritar corona, che l’averla ricevuta, massime, perché la virtù è certa e la corona talvolta per lieve giudicio, così a chi non la merita, come a chi la merita, dar si puoté.

(Finita la vita di Dante Aldighieri e di M. Francesco Petrarca, fatta per M. Lionardo Aretino l’anno 1436 nella Città di Firenze, nel mese di Maggio.)

Вместо послесловия

Задача настоящего издания – предоставить русскоязычному читателю жизнеописание Данте, а также ставшие своеобразным фоном к нему наброски жизнеописания Петрарки и совсем небольшой штрих (даже не жизнеописание, а только штрих) к портрету Боккаччо, составленные Леонардо Бруни – «Леонардо Аретинским, оратором и историком Флорентийским» (1370-1444), выдающимся флорентийским гуманистом, непревзойденным по своему критическому подходу интеллектуалом в течение всего XV века[48].

Трактат Л. Бруни о Данте (1436) – своего рода начало подлинно критических исследований о Данте, поскольку первая по времени краткая «биография» (вернее сведения биографического характера) Данте, которая содержится в «Новой Хронике» (IX, 136) его современника (или даже друга) Джованни Виллани[49] не выходит за пределы жанра хроник и не является еще произведением историографического осмысления. В отличие от более раннего прекрасного жизнеописания, составленного Боккаччо (1373), которое остается произведением литературного, а не историко-биографического характера, что подчеркивает и сам Л. Бруни[50], рассматриваемый нами трактат дает уже историко-политическое, научное по тем временам освещение если не всей жизни, то, по крайней мере, важнейших моментов взаимодействия великого Флорентийца с его столь любимой и столь несправедливо обошедшейся с ним родиной. При этом Л. Бруни, знаменитый историк своего времени, не задается целью дать освещение историко-политической или историко-философской концепции самого Данте, хотя его «Божественная комедия», предоставляет обильнейший материал для такого освещения. Л. Бруни ограничил свой исторический очерк рамками биографии Данте и более того практически только одним ее аспектом – отношением Данте к современной ему Флоренции. Странствия по городам Италии великого поэта-скитальца могли предоставить

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